Bisogni Educativi Speciali

Il percorso R.T.I. ha avuto inizio con il Protocollo d’intesa firmato il 26.02.2014 dal MIUR – U.S.R. per l’Abruzzo e l’Università “D’Annunzio” di Chieti – Dipartimento di Neuroscienze e Imaging.

Con nota dell’USR – Abruzzo, Ufficio IV,  Prot. AOODRAB n.6244 - 2 settembre 2014,  si è costituito il gruppo di lavoro per l’applicazione dell’approccio RTI nell’ambito delle scuole delle province di Chieti e di Pescara. Nella stessa nota è scritto: “Il gruppo di lavoro  ha il compito di predisporre il piano di attività, coordinare il lavoro tra l’università di Chieti e le scuole che aderiranno alle attività progettuali; coinvolgere i licei delle scienze umane locali per l’attivazione di stage o tirocini all’interno del progetto RTI; coordinare le attività di diffusione dei risultati.”

In data 29.10.2015 si è formalizzata la rete tra l’Istituto Comprensivo di Loreto Aprutino in qualità di capofila, l’Istituto Comprensivo n° 4 di Chieti e USR ABRUZZO con le seguenti finalità

a)      ricerca e sperimentazione di nuove e più efficaci prassi educativo didattiche basate sull’evidenza per la prevenzione ed il trattamento dei disturbi della letto - scrittura

b)      partecipazione alle attività previste dal progetto

c)      arricchimento delle competenze degli insegnanti

d)      miglioramento della qualità didattica proposta agli alunni

e)      identificazione precoce di bambini a rischio

f)       attività di recupero per i bambini a rischio

g)      azioni volte a favorire l’inclusione scolastica

h)      diffusione dell’iniziativa al proprio interno

i)        formazione di uno staff di docenti-ricercatori, uno per ogni scuola, che partecipa alla gestione del progetto RTI Abruzzo insieme con i ricercatori dell’Università

j)        diffusione del modello di intervento all’interno delle scuole della regione mediante attività di informazione e formazione

 

Il progetto R.T.I. è quindi una leva significativa

  • per  agevolare i processi di integrazione ed inclusione,
  • per promuovere il successo formativo con soggetti quali l’Università ed Enti di ricerca che presidiano con le Scuole le aree a rischio presenti in tutti i territori,
  • per  favorire la crescita professionale dei docenti.

Pubblicata il 21 settembre 2016

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